17 novembre 2017
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Da Trattoria Alla Busa arriva il tartufo (bianco e nero)…

Da Trattoria Alla Busa arriva il tartufo (bianco e nero)…

E’ stato acclamato con grande richiesta… anche quest’anno torna nella cucina di Trattoria Alla Busa il tartufo: ad attenderlo una serata dedicata a degustazioni di piatti con tartufo bianco e nero, esattamente venerdì 20 ottobre!

Per chi ancora non lo conosce bene, ve lo presentiamo…

Lo sapevate che… il tartufo è un fungo e appartiene al genere tuber (famiglia delle tberaceae), è definito fungo ipogeo perché cresce sotto terra: crescono spontaneamente nel terreno vicino alle radici di alcuni alberi chiamate piante simbionti, che consentono la crescita.

Il tartufo è un frutto prezioso della terra che ha i suoi ritmi stagionali e fragili equilibri naturali: è uno straordinario primattore della migliore cultura della cucina italiana.

Una vera prelibatezza,viene utilizzato principalmente per condire antipasti, primi e secondi.

Il profumo e il sapore del tartufo bianco o nero è inconfondibile e abbinato a certi piatti ci fa scoprire sapori straordinari che accarezzano e accontentano il palato.

…il tartufo nero

Il tartufo nero, è uno dei tartufi più utilizzati a livello internazionale, molto apprezzato per il sapore unico, il profumo aromatico e la sua versatilità in cucina.

DOVE CRESCE: si tratta di un fungo sotterraneo che matura durante tutto il periodo invernale, crescendo a contatto con i vari tipi di alberi come per esempio la quercia, il carpino nero e il nocciolo.

Il periodo principale della raccolta va dal 15 novembre al 15 marzo e avviene con l’aiuto di cani addestrati.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

Ecco come riconoscere un tartufo nero pregiato:

  • La forma è tondeggiante, dalle dimensioni che possono variare da quelle di una nocciola a quelle di una grossa patata, può superare anche il chilogrammo.
  • La scorza: il nome è “Tuber Melanosporum” e significa “a spore nere”. E’ caratterizzato infatti da una scorza nera rugosa costellata da piccole verruche e da una polpa nera-violacea, striata da sottili venature bianche che, esposte all’aria diventano rosseggianti e nella cottura tendono al nero.
  • Si distingue per il suo profumo delicato e gradevole e per il sapore particolare, quasi dolciastro. Viene infatti spesso chiamato “tartufo nero dolce”.

UTILIZZO IN CUCINA:

Può essere presente dagli antipasti fino ai secondi, in diverse preparazioni. Ecco tre esempi sfiziosi:

  • Tritato con funghi e olio d’oliva su crostini caldi.
  • Pestato nel mortaio con olio e sale per condire ottimi piatti di pasta.
  • Tagliato a fette e cotto insieme agli arrosti.

…il tartufo bianco

E’ sicuramente la varietà più preziosa sia dal punto di vista economico che gastronomico.

DOVE CRESCE: la varietà bianca non è coltivabile e cresce solo in Italia e in Istria, dalla pianura fino a 600 metri in altitudine.

Per nascere e svilupparsi ha poi bisogno di terreni particolari, con caratteristiche specifiche, motivo per cui è raro e ricercato. Il terreno in cui si sviluppa deve essere: soffice e umido, ricco di calcio, molto aerato.

Il periodo di raccolta va da ottobre a dicembre.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

Ci sono alcune caratteristiche che variano a seconda dei singoli esemplari:

  • Dimensioni: vanno da quelle di una noce a quelle di una grossa arancia e in rari casi possono addirittura raggiungere quelle di un melone.
  • Aspetto: il tartufo bianco ricorda la forma di una patata, più o meno irregolare, a seconda del terreno in cui si sviluppa.
  • Colore: la polpa va dal color marrone al nocciola e può presentare sfumature rosate e venature biancastre, caratteristiche che variano a seconda del suo grado di maturazione e della pianta con cui il tartufo vive in simbiosi.

Ora che lo conosci meglio, ti aspettiamo per degustarlo alla serata organizzata in suo onore!

Il menù uscirà a breve… ma se ci conosci, sai che puoi già riservare il tuo tavolo!

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Riguardo Alla Busa Staff

Alla Busa Staff
L’Osteria Trattoria alla Busa apre agli inizi degli anni trenta, quando Tullio Bernardinello, nonno materno dell’attuale gestore, adibisce ad osteria una casa ai margini del Borgo di San Martino di Venezze. La cucina è quella semplice e tradizionale, basata principalmente sui piatti tipici delle osterie del tempo. I piatti sono accompagnati con vino sfuso in bottiglioni che nonno Tullio va personalmente a scegliere presso i contadini dei Colli Euganei, servendosi per il trasporto di carrettieri che non di rado rappresentano la clientela abituale delle osterie di paese.

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