18 ottobre 2018
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Piatti di pesce spacciati per altri: come riconoscere la vera qualità

Piatti di pesce spacciati per altri: come riconoscere la vera qualità con Trattoria Alla Busa

Sono molti i casi di “frode d’esercizio del commercio” nel settore ittico. E’ di fondamentale importanza riconoscere la provenienza. Un ristorante a Milano per questo è stato multato.

IL CASO

Il ristorante ha proposto ai clienti “un menù in cui erano presenti piatti a base di “tonno rosso”, stando all’accusa si trattava invece di “tonno pinne gialle” di qualità minore rispetto al primo.

Per avere un’ idea, il tonno rosso del Mediterraneo, si vende in pescheria a circa 30 euro al chilo mentre il tonno pinna gialla è quotato sui 22 euro.

Gli inquirenti hanno accertato che la società del ristoratore non aveva acquistato di recente tonno rosso, ma solo “partite di tonno a pinne gialle, anche congelato”.

Per questo il Pm ha chiesto per il ristoratore la condanna a 15 giorni di reclusione, sanzione convertita poi in una sanzione amministrativa di 15mila euro.

Ma questa non è l’unica attività di scambio di pesci. Ecco altri esempi.

Il filetto di pangasio può essere venduto come nasello. Il problema? il primo costa 9 euro al chilo mentre l’altro 24.

Il merluzzo eglefino da 13 euro al chilo può essere smerciato per merluzzo nordico da 18 euro.

Partite di platessa, costo 16 euro al chilo, possono essere vendute per sogliola a 20 euro al chilo.

E ancora, il pesce palla può essere smerciato come rana pescatrice. Mentre i filetti di persico africano (12 euro al chilo) possono essere presentati come cernia, pesce che in genere costa tre volte tanto.

Orate di allevamento il cui prezzo può arrivare al massimo a 8 euro possono essere trasformate in un attimo in orate di mare aperto da 35 euro e passa, oppure partite di alaccia, pesce azzurro poco pregiato, fatte passare come sardine.

Piatti di pesce: è fondamentale conoscere la provenienza

E’ di fondamentale importanza conoscere la provenienza del pesce perchè ciò permette di valutare al meglio la qualità della conservazione evitando intossicazioni.

Un rischio da scongiurare infatti è proprio quello della cattiva conservazione.

Come conservare al meglio il pesce

Il pesce fresco inizia ad alterarsi dopo 7-10 giorni fino a sviluppare una serie di sostanze tra cui la formaldeide e l’acido solfurico (i responsabili del cattivo odore).

Per poterlo gustare al meglio dovrebbe essere consumato entro le prime 24 ore dall’acquisto in modo da poterne preservare la freschezza e le proprietà al massimo.

Può essere conservato in frigorifero con alcuni semplici accorgimenti: prima di tutto va pulito, eliminando sangue e interiora, lavato poi sotto l’acqua corrente e riposto nello scolapasta in modo che liberi l’acqua in eccesso.

Per concludere, dopo essere stato ben asciutgato, può essere chiuso in un contenitore o coperto con una pellicola e riposto nella parte bassa del frigorifero.

Da Trattoria Alla Busa troverai sempre il meglio della qualità del pesce, e potrai goderti il tuo pranzo o cena a base di mare.

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Riguardo Alla Busa Staff

Alla Busa Staff
L’Osteria Trattoria alla Busa apre agli inizi degli anni trenta, quando Tullio Bernardinello, nonno materno dell’attuale gestore, adibisce ad osteria una casa ai margini del Borgo di San Martino di Venezze. La cucina è quella semplice e tradizionale, basata principalmente sui piatti tipici delle osterie del tempo. I piatti sono accompagnati con vino sfuso in bottiglioni che nonno Tullio va personalmente a scegliere presso i contadini dei Colli Euganei, servendosi per il trasporto di carrettieri che non di rado rappresentano la clientela abituale delle osterie di paese.

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