13 dicembre 2018
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tipologie di ostriche

Pensi di conoscere davvero le ostriche?

Pensi di conoscere davvero le ostriche?

Un sapore straordinariamente unico, un tocco di raffinatezza in più, ricercate e amate dagli amanti del crudo, le ostriche trovano le proprie origini in una storia millenaria, la quale non mancava nei Baccanali della Magna Grecia e nemmeno in quelli romani per celebrare l’estasi e la liberazione dei sensi.

I Greci ne utilizzavano le conchiglie per ricavarne monili preziosi, o come moneta di scambio. Apprezzavano i molluschi cuocendoli nel miele.

Il merito va a Sergio Oratus, romano, che oltre 2000 anni fa ebbe l’idea di allivare le ostriche in Normandia e in Bretagna.

Fino ad oggi, in cui vengono organizzate lezioni, workshop e catering a loro favore.

Le ostriche sono davvero afrodisiache?

Esistono due correnti filosofiche su questo argomento.

  • La prima associa la loro fama alla forma, che richiama gli organi genitali femminili.
  • La seconda, prende come punto di partenza i loro componenti, contenenti alte quantità di zinco: una porzione di 6 ostriche forniscono almeno cinque volte la quantità giornaliera di zinco.

Le ostriche più diffuse sono made in France

Le ostriche più diffuse dal punto di vista gastronomico sono di origine francese:

  • Bélon du Bélon: rotondeggianti e piatte, hanno un guscio delicato con note di sottobosco.
  • Fine de Binic: dalla Bretagna, il loro colore è beige con una consistenza croccante e un sapore salmastro.
  • Fine de Carentec: molto grandi, con un sapore di alga molto deciso.
  • Perle Noire: dalla Normandia, hanno un sapore zuccherino.
  • Fine de Claire: presentano un guscio che ricorda la nocciola.
  • Papillon: sono le più piccole tra le sopra citate tipologie.

Si possono anche trovare altre tipologie di ostriche:

  • Imperial o Zélande dai Paesi Bassi.
  • Ostenda dal Belgio
  • Whitstables dall’ Inghilterra.
  • Colchester sempre dall’Inghilterra.
  • Galvay-bay nel cuore dell’Irlanda.
  • Limfjords dalla Danimarca.
  • Blue point dagli Stati Uniti.

Nei mesi con la “R”

Da settembre ad Aprile sono i mesi migliori per gustarle, proprio durante i mesi con la “r”, facendo rientrare anche gennaio. La “r” però è una leggenda. Il motivo vero è perchè in estate comincia la riproduzione delle ostriche.

Come scegliere le ostriche migliori

E’ essenziale, quando si sgusciano i molluschi, che essi siano ancora vivi.

Sono 3 le caratteristiche principali che deve avere una buona ostrica:

  1. Se il guscio è aperto, l’ostrica probabilmente è morta. Per capire se è ancora viva basa battere leggermente il guscio sul piano di lavoro: se si richiude è ancora viva e può essere consumata.
  2. Un’ ostrica fresa odora leggermente di salmastro, lo stesso odore che si respira in riva al mare pulito. Se invece puzzano di pesce o hanno fragranze troppo intense, significa che non sono fresche.
  3. Provate a collocare l’ostrica sul palmo di una mano. Se è pesante, molto probabilmente è piena di acqua e quindi raccolta di recente. Se al contrario è leggera significa che l’acqua non c’è più e quindi non è più fresca.

Trattoria Alla Busa, da sempre specializzata nella preparazione di specialità di pesce sia cotto che crudo, ti aspetta per rendere la tua serata afrodisiaca con le ostriche Bélon du Bélon… e tanto champagne!

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Riguardo Alla Busa Staff

Alla Busa Staff
L’Osteria Trattoria alla Busa apre agli inizi degli anni trenta, quando Tullio Bernardinello, nonno materno dell’attuale gestore, adibisce ad osteria una casa ai margini del Borgo di San Martino di Venezze. La cucina è quella semplice e tradizionale, basata principalmente sui piatti tipici delle osterie del tempo. I piatti sono accompagnati con vino sfuso in bottiglioni che nonno Tullio va personalmente a scegliere presso i contadini dei Colli Euganei, servendosi per il trasporto di carrettieri che non di rado rappresentano la clientela abituale delle osterie di paese.

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