18 novembre 2018
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Ristorante Trattoria Alla Busa | Rovigo

Monselice e dintorni – Colli Euganei

Città antichissima, già in epoca altomedioevale era cinta da un sistema fortificato e sede della sculdascia longobarda del padovano.
La Rocca sul colle è stata voluta da Federico II nel 1239.
La vera e propria cinta murata, in parte conservata, è stata eretta dai Carraresi nel XIV secolo. Il monte della selce -“Mons Silicis”- ci ricorda l’antichissima frequentazione preistorica, in felicissima posizione tra questi colli che si protendono nella pianura alluvionale all’epoca paludosa.
Il luogo è sempre stato strategico, non lontano dall’antico alveo dell’Adige, a poca distanza da Este la ‘capitale’ dei Veneti antichi, via di congiunzione tra le culture padano-emiliane, euganeo-atestine e l’alta pianura centrale veneta.

I romani, fin dal I sec a.C., ne fecero importante luogo di controllo, praticamente alla ‘periferia’ di Padova, città alleata.
A Padova, e alla stessa Roma, l’accomuna la leggenda della fondazione dovuta all’eroe troiano Ossicella, il compagno di Antenore il mitico ‘fondatore’ di Padova.

Complessa e articolata la vicenda storica medioevale.
Scampata alla prima invasione longobarda di Alboino (569) rimase per altri vent’anni, assieme a Padova, sotto il dominio dell’Esarcato Bizantino di Ravenna.
I longobardi di Alboino si ripresentarono nel 589, l’anno della devastante alluvione che spostò il corso dei grandi fiumi veneti, dal Brenta al Bacchiglione, all’Adige che si spostò da Este e allagò le grandi Valli veronesi e il Polesine. Furono anni terribili nei quali Padova venne rasa al suolo e da terza città dell’impero, con circa 200.000 abitanti, si ritrovò insignificante paese di macerie abitata da 2.000 profughi.
Monselice, con perno sulla favorevole posizione della Rocca, fu eletta ‘Judiciaria’ della Sculdascia longobarda di Montagnana, per mano di Agilulfo (602) che si accanì nella distruzione di Padova.

Nella successiva conquista da parte dei Franchi fu sede del ‘Comitatus’.
Dal 1000 è feudo dei marchesi d’Este ed elevata a ‘Civitas’ con il potenziamento del sistema difensivo con perno nella Rocca.

E’ con il dominio imperiale di Federico II che la cittadina si riorganizza a vera e propria città murata. Sulla Rocca venne innalzato il potente Mastio detto di Federico II ed erette ben cinque cortine murarie concentriche, la prima sul colmo della Rocca la più esterna a cingere il borgo medioevale ai piedi del colle. Venne costruito il castello poi riorganizzato dai Carraresi (ora Castello Cini), la Torre Civica a dominio della piazza e importanti edifici religiosi.
E’ la svolta della turbolenta fase medioevale, assediata e presa dall’Ezzelino, considerata avamposto strategico per l’assedio di Padova, successivamente è oggetto di occupazioni e battaglie da parte degli Scaligeri, degli Estensi e naturalmente dei Carraresi, signori di Padova e originari proprio dei dintorni (Carrara San Giorgio e Santo Stefano), fino alla disfatta carrarese da parte dei Veneziani.

La fine dei Carraresi è la svolta nella storia veneta che prelude al dominio veneziano di terraferma, che inizia a concretizzarsi con le ‘donazioni’ alla Serenissima, con effetto ‘domino’, fin dal 1404.

Il contado di Monselice è al centro dello Stato Veneto da Tera e decade da ogni importanza militare, ma diviene terra di contesa tra la nobiltà lagunare che si affaccia al diminio di queste ricchissime proprietà terriere.
L’invasione nobiliare conduce ad una ‘esplosione’ dell’architettura civile e religiosa, con la costruzione di numerose importanti ville.

Riguardo Alla Busa Staff

Alla Busa Staff
L’Osteria Trattoria alla Busa apre agli inizi degli anni trenta, quando Tullio Bernardinello, nonno materno dell’attuale gestore, adibisce ad osteria una casa ai margini del Borgo di San Martino di Venezze. La cucina è quella semplice e tradizionale, basata principalmente sui piatti tipici delle osterie del tempo. I piatti sono accompagnati con vino sfuso in bottiglioni che nonno Tullio va personalmente a scegliere presso i contadini dei Colli Euganei, servendosi per il trasporto di carrettieri che non di rado rappresentano la clientela abituale delle osterie di paese.

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