21 ottobre 2017
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Le ostriche: una liberazione ricca di storia e seduzione

Le ostriche: una liberazione ricca di storia e seduzione

A tavola, pochi altri cibi donano sapori così straordinariamente unici.

In qualunque occasione regalano un tocco di raffinatezza in più. Crude, esaltate da salse particolari o cotte, le ostriche rappresentano una prelibatezza ricercata ed esclusiva.

Alimento dalla storia millenaria

Non mancava nei Baccanali della Magna Grecia e neppure in quelli romani, dedicati agli dei Dionisio e Bacco: celebrava l’estasi e la liberazione dei sensi. Rappresentava l’essenza del creato, lo spirito divino, il flusso di vita che pervade l’uomo mettendolo in contatto con i suoi umori primordiali, animali, selvaggi, istintivi.

I Greci ne utilizzavano le conchiglie per ricavarne monili preziosi, oppure come moneta di scambio; ne apprezzavano i molluschi cuocendoli nel miele, vino e spezie per ottenere prelibatezze da veri gourmet.

L’ostrica è uno dei primi organismi marini ad essere stato addomesticato dall’uomo.

Il merito è di Sergio Oratus, romano, che, oltre 2000 anni fa, ebbe l’idea di allevare ostriche in incubatoi, in particolare in Normandia e Bretagna.

I romani le chiamavano amichevolmente “callibléphares”, ovvero “belle palpebre”, riferendosi ai bordi delle loro conchiglie.

Il mito di Afrodite

Scrive Giulio Guidorizzi nel suo I miti greci: “Afrodite rappresenta la potenza irresistibile dell’amore e l’impulso alla sessualità che stanno alla base della vita stessa.

In ogni creatura vivente la dea, se vuole, sa accendere il desiderio, che procede come un incendio, travolgendo ogni regola […] Al di là delle regole, della giustizia, una forza possente travolge ogni creatura e la spinge a osare ciò che non avrebbe mai osato fosse stata in senno. Poichè quando ama, ognuno sembra perdere la ragione, e si lascia trascinare dalla passione, quella di Afrodite è considerata una follia appunto, ma di tipo particolare.”

Una follia innescata da una dozzina di ostriche.

ostriche afrodite
La nascita di Afrodite secondo Botticelli

Una seduzione anche veneziana

Anche per i veneziani era una vera prelibatezza. Gli imperatori ne tenevano in gran conto.

Inviavano infatti, le loro navi commerciali: le corbita, i gaulus, i ponto, le cladivata e manipoli di schiavi in Bretagna, nella penisola iberica e in qualunque luogo ne raccogliessero per approvvigionarsi di questi molluschi.

Secondo alcune leggende metropolitane che circolavano a Venezia, Giacomo Casanova ne mangiava addirittura 50 a colazione… ogni giorno! Molto probabilmente però è stato lo stesso Casanova a far circolare la voce, per alimentare il suo mito di seduttore.

giacomo casanova ostriche
Giacomo Casanova

I numeri dell’ostrica

Da cosa è composta l’ostrica e quali sono i suoi valori nutrizionali? per 100 g:

  • Calorie 69 Kcal
  • Proteine 10,2 g
  • Carboidrati 54 g
  • Grassi 0,9 g
  • Sodio 510 mg
  • Vitamina A 75 mcg
  • Tiamina 0,1 mg
  • Riboflavina 0,2 mg
  • Niacina 1,5 mg
  • Potassio 260 mg
  • Ferro 6 mg
  • Calcio 186 mg
  • Fosforo 267 mg
  • Zinco 45 mg

Ricetta da provare: Ostriche in cuore di avocado e granita di Franciacorta

Ingredienti (per 4 persone):

  • 1 avocado maturo
  • 4 ostriche
  • 5 cucchiaini di zucchero d’acero
  • 3 cucchiaini di sale affumicato
  • Pepe bianco
  • 1 limone
  • 2 rametti di menta

Per la granita di Franciacorta:

  • 200 g di ghiaccio
  • 2 cucchiaini di acqua di ostrica
  • 1/2 cucchiaino di sciroppo di glucosio
  • 2 bicchieri di Franciacorta Millesimato Blanc de Blancs

Preparazione:

Tagliare in senso longitudinale l’avocado ed estrarre il nocciolo.

Con uno scavino, allargare la cavità all’interno  dell’avocado fino a giungere a metà del frutto.

Tagliare la polpa estratta a dadini. Aprire le ostriche e staccare i molluschi. Recuperare l’acqua e filtrarla.

Miscelare due cucchiaini di zucchero d’acero, uno di sale affumicato e due foglie di mente, passandoli in un mortaio. Stendere il mix ottenuto tutto intorno alla cavità dell’avocado.

Sciogliere a fuoco lento lo sciroppo di glucosio nel Franciacorta Millesimato Blanc de Blancs. Spegnere la fiamma e lasciare raffreddare.

Frullare il ghiaccio, poi unire poco per volta lo sciroppo di Franciacorta, un cucchiaino di acqua di ostriche precedentemente filtrata e la polpa a dadini.

Irrorare le ostriche con gocce di succo di limone, spolverarle con il pepe bianco e inserirle all’interno di ciascuna cavità dell’avocado. Ricoprire con il mix di ghiaccio frullato e polpa a dadini.

Hai mai provato a mangiare le ostriche? da Trattoria Alla Busa il pesce crudo è la nostra specialità, se cerchi un ristorante in cui provare a mangiare il pesce crudo di prima qualità, ti aspettiamo da Trattoria Alla Busa con ostriche e champagne!

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Riguardo Alla Busa Staff

Alla Busa Staff
L’Osteria Trattoria alla Busa apre agli inizi degli anni trenta, quando Tullio Bernardinello, nonno materno dell’attuale gestore, adibisce ad osteria una casa ai margini del Borgo di San Martino di Venezze. La cucina è quella semplice e tradizionale, basata principalmente sui piatti tipici delle osterie del tempo. I piatti sono accompagnati con vino sfuso in bottiglioni che nonno Tullio va personalmente a scegliere presso i contadini dei Colli Euganei, servendosi per il trasporto di carrettieri che non di rado rappresentano la clientela abituale delle osterie di paese.

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