18 novembre 2018
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Ristorante di pesce Trattoria Alla Busa | Rovigo

CENA DI GALA CON PESCE E WHISKY

Un appuntamento imperdibile per scoprire nuovi orizzonti di abbinamento.

Ulisse Avanzi e lo chef Massimo Polonio hanno pensato una serie di ricette di pesce da abbinare con quattro impattanti Single Malt nell’intento di creare nuovi equilibri gustativi.

La serata e la degustazione abbinata sarà condotta da un “cavallo di razza”, Franco Gasparri, Senior Master Ambassador Reserve della DIAGEO Italia.

Uno specialista che sicuramente sarà in grado di incremetare il nostro bagaglio, sia culturale che professionale.

Il Menu

– Tartare di tonno con battuto di capperi ed olive nere  – Caol Ila Moch

– Chittarrina con Cantabriche e Burrata  – Oban Montilla fino

– Gratin di Ostriche, Salmone e Radicchio  – Talisker Port Ruighe

– Semifreddo al torroncino con ganache leggera al cioccolato  – Knockando 25  years ( Matured in Sherry Wood)

ISCRIZIONE E MODALITA’ DI PAGAMENTO:

Costo a persona riservato ai soci: 50,00 €
Costo a persona riservato ai non soci: 60,00

I bicchieri sono disponibili in sala


 

Le curiosità sul whisky

10 curiosità sul whisky

CHI L’HA INVENTATO?
Gli scozzesi affermano di essere gli inventori del whisky. Gli Irlandesi fanno lo stesso. Secondo gli storici, però, il merito è equamente distribuito: i primi a fabbricare una bevanda analoga, nel 500 d.C., furono infatti i vichinghi gaelici, che dominavano su gran parte del Mare d’Irlanda e della Scozia occidentale.

L’ACQUA DELLA VITA
A riprova delle origini del whisky, il nome nasce dalle parole gaeliche uisge beatha, che significano acqua della vita. Con il passaggio alla lingua inglese, uisge beatha diventa usquebaugh, ma anche whiskybae. Da quest’ultima parola si è poi arrivati a whisky.

MONASTERI GIOIOSI
Intorno al 600 d.C. gran parte della produzione di whisky scozzese e irlandese è in mano ai monaci.

EVASORI FISCALI
A cavallo tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700 il governo britannico innalzò sensibilmente la tassazione e per questa ragione molte distillerie, in Scozia come in Irlanda, evitarono di pagare entrando in clandestinità e lavorando solo durante le ore notturne.

LA SCOPERTA DELL’AMERICA
Il culto e la produzione del whisky si diffondono negli Stati Uniti grazie agli emigranti europei, che esportano le tecniche di fermentazione e distillazione. Curiosamente, il primo documento che fa esplicito riferimento al whisky scozzese risale al 1492, anno in cui Cristoforo Colombo approda nel nuovo mondo.

IL BOURBON
Il bourbon nasce in Kentucky alla fine del 1700 ed esistono una quantità di storie e aneddoti sull’origine del nome: uno dei più curiosi afferma che si chiama così in omaggio alla dinastia dei Borboni. Molti anni più tardi, nel 1964, il Congresso decide che non ha senso tentare di ricostruire come andarono le cose e si limita a riconoscere ufficialmente il bourbon come un “prodotto caratteristico degli Stati Uniti”.

MOTIVARE I SOLDATI
Fra il 1770 e il 1780 George Washington si convince che gli alcolici giocano un ruolo importante nel motivare le truppe. Fonda allora alcune distillerie nella cittadina di Mount Vernon per produrre rum e whisky.

MERITO DEGLI ARABI
La distillazione esisteva molto tempo prima che nascesse il whisky, già nel secondo secolo a.C. e per merito della raffinata cultura araba. Secondo numerose fonti storiche, la prima bevanda alcolica della storia fu l’idromele, un vino dolce fatto con il miele.

WHISKY O WHISKEY?
Il termine whiskey è diffuso in Irlanda e negli Stati Uniti, mentre nelle altre parti del mondo si usa whisky.

IL PROIBIZIONISMO
Fra il 1920 e il 1933 il governo statunitense vieta la vendita di alcol con la sola eccezione di quello prescritto da un medico e venduto da farmacie in regola con la licenza. Così, in poco più di 10 anni il numero di farmacie cresce esponenzialmente: solo quelle della catena Walgreen Company passano da 20 a 400.

di Aldo Fresia

Riguardo Alla Busa Staff

Alla Busa Staff
L’Osteria Trattoria alla Busa apre agli inizi degli anni trenta, quando Tullio Bernardinello, nonno materno dell’attuale gestore, adibisce ad osteria una casa ai margini del Borgo di San Martino di Venezze. La cucina è quella semplice e tradizionale, basata principalmente sui piatti tipici delle osterie del tempo. I piatti sono accompagnati con vino sfuso in bottiglioni che nonno Tullio va personalmente a scegliere presso i contadini dei Colli Euganei, servendosi per il trasporto di carrettieri che non di rado rappresentano la clientela abituale delle osterie di paese.

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