22 maggio 2018
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Ristorante Trattoria Alla Busa | Rovigo

Badia Polesine

ex Abbazia della Vangadizza a Badia Polesine

E’ del X secolo l’insediamento dei monaci Benedettini nelle campagne venete, alluvionate e rinselvatichite dall’abbandono seguito alla caduta romana e alle invasioni barbariche.
L’operosità e l’ingegno dei monaci è il motore per la bonifica di vastissimi territori, ed anche risorsa ed esperienza per innalzare chiese e monasteri sempre più grandi e preziosi. Per secoli furono fari e luce in quel mondo di miserie e violenze, stato nello stato a macchia di leopardo. Dipendevano dall’Ordine e direttamente dal Papa con privilegio di “nullius diocesis”.

Nei primi anni del X secolo, il Marchese di Mantova, Almerigo, dispone l’edificazione di un tempietto lungo il corso dell’Adige in località Vangadizza. Successivamente il territorio passa al Marchese di Toscana ed infine agli Estensi. Come per Carceri, anche a Badia gli Estensi donarono possedimenti e finanziamenti per l’insediamento di monaci Benedettini.
Alla Vangadizza, nel 1200 ai Benedettini succedettero i monaci Camaldolesi. Il XV secolo è il periodo di massimo splendore, l’abbazia ha giurisdizione su vastissimi territori polesani ed anche bolognesi, veronesi e padovani. Il borgo assunse il nome di Terra di Badia, da cui Badia e recentemente Badia Polesine, ed era una specie di città fortificata protetta da canali d’acqua tra il grande fiume Adige ed il canale artificiale Adigetto, e vi si accedeva solamente attraverso tre ponti.

I Camaldolesi ressero l’importante abbazia fino alla sopressione, disposta con decreto Napoleonico del 1810. Ma già alcuni anni prima, con la prima dominazione francese a seguito della caduta della Serenissima, la Vangadizza era stata ceduta ad un privato cittadino francese.

Abolita l’attività religiosa, il grandioso monumento semi-abbandonato e via via in grave stato di degrado, rimase proprietà privata di stranieri fino al 1980, quando venne acquistato dal Comune di Badia Polesine.

E’ in fase di avvio, 2008, il progetto di restauro e valorizzazione del manufatto, mentre è già fruibile il parco attorno all’abbazia.

testo tratto da www.magicoveneto.it

Riguardo Alla Busa Staff

Alla Busa Staff
L’Osteria Trattoria alla Busa apre agli inizi degli anni trenta, quando Tullio Bernardinello, nonno materno dell’attuale gestore, adibisce ad osteria una casa ai margini del Borgo di San Martino di Venezze. La cucina è quella semplice e tradizionale, basata principalmente sui piatti tipici delle osterie del tempo. I piatti sono accompagnati con vino sfuso in bottiglioni che nonno Tullio va personalmente a scegliere presso i contadini dei Colli Euganei, servendosi per il trasporto di carrettieri che non di rado rappresentano la clientela abituale delle osterie di paese.

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