17 novembre 2017
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vini da bere in autunno

Amante del vino? ecco 3 vini da bere in autunno!

Amante del vino? ecco 3 vini da bere in autunno!

Siete degli amanti del buon vino e quando mangiate al ristorante o uscite per un aperitivo con gli amici non ne potete fare a meno? ecco 3 vini da bere in autunno e spazzare via ogni pensiero negativo!

Vini da bere in autunno: Apianae. Moscato del Molise DOC Passito 2012.

Di Majo Norante

apianaeApianae. Già il nome di questo vino spazza via ogni pensiero pesante.

Columella ed altri autori romani chiamavano apianae tutte le varietà di uva che per la loro naturale dolcezza attraevano le api.

Alessio Di Majo Norante ottiene questo elisir di buon umore da uve di moscato bianco. Dopo un appassimento naturale sulla pianta l’uva viene sottoposta ad una criomacerazione. A differenza della normale vinificazione in bianco la criomacerazione prevede che il mosto, raffreddato ad una temperatura di 5°, rimanga per circa 12 ore a contatto con le bucce.

La presenza delle bucce permette una migliore estrazione delle sostanze aromatiche ivi presenti portando alla massima potenza gli aromi primari o varietali, cioè quelli tipici dell’uva, di cui il moscato bianco è particolarmente ricco. L’effetto di questa tecnica di cantina si nota.

Già alla prima sniffatina il moscato ci saluta. Seguono albicocche secche, miele di tiglio, agrumi e ananas a cui si aggiungono in bocca note di tè verde e noci.

Ma guardate anche come si veste bene questo vino. Non fatevi sfuggire il suo spettacolo di luce. Ci saranno anche meno raggi luminosi in giro in questo periodo ma ora tutti quelli rimasti si danno appuntamento nel vostro calice.

Abbinamento: bocconotti molisani o crostata

Da abbinare a dei bocconotti abruzzesi, molisani o come vi piace chiamarli. L’importante è solo scegliere con criterio il ripieno. Al posto del cioccolato previsto nella ricetta classica che forse sovrasterebbe troppo questo passito, farcite i bocconotti con una crema pasticciera, arricchita di scorza di limone. Potrebbe funzionare.

Altrimenti una bella crostata, di miele, canditi e noci.

Vini da bere in autunno: Greco di Bianco DOC Passito 2012.

Cantine Lucà

greco-di-biancoOra siamo in Calabria dove viene prodotto il Greco di Bianco, uno dei passiti più antichi dell’intera penisola.

In passato molti vini dolci erano chiamati ‘greco’ perché si pensava che i vini dell’antica Grecia avessero tipicamente un alto contenuto di zuccheri. Segue questa tradizione la teoria secondo la quale il Greco di Bianco fu introdotto nell’ VIII secolo a. C. dai coloni greci della Locride.

Coltivato nel comune di Bianco, un piccolo paese nella provincia di Reggio Calabria da cui prende il nome, e in parte minore in quello di Casignana, è il fiore all’occhiello della viticoltura calabra.

Uno dei portabandiera di questo passito è la cantina di Santino Lucà. Dopo la raccolta le uve vengono appassite in modo naturale al sole lasciando i grappoli per circa dieci giorni sui graticci. La disidratazione dell’uva porta ad una concentrazione di zuccheri che va dal 26 al 30%. Segue una fermentazione in acciaio e poi un affinamento in botte di castagno per sedici mesi.

Sullo scafale il Greco di Bianco di Lucà si fa riconoscere facilmente dalla forma della bottiglia a corpo panciuto e schiacciato, la famosa Pulcinella.

Tenuto contro la luce sembra ambra liquida. Dopo una leggera rotazione del bicchiere scende lentamente come uno sciroppo, indice di una buona carica zuccherina. Ecco, è proprio questo che ci vuole in questo periodo.

Nei passiti di solito si trovano sentori di ficchi secchi, di datteri e di agrumi canditi. Ce ne sono a palate anche qui ma poi questo vino accarezza le narici con profumi di tabacco dolce, di torrefazione, miele di castagno e note iodate che richiamano il mare. Ci sono così tante sfumature che si potrebbe facilmente dimenticare di assaggiarlo.

In bocca una perfetta armonia tra i quattro sapori: pacatamente dolce, un’acidità rinfrescante, un tocco amarognolo e chiusura salina.

Abbinamento: castagnaccio

Un castagnaccio con un po’ di ricotta spalmata sopra lo accompagna meravigliosamente. Una merenda così e qualsiasi malinconia scappa via.

Vini da bere in autunno: Passo Nero. Terre Siciliane IGT Passito 2013.

Occhipinti

occhipinti-passo-nero-passito-2013Con questo passito ottenuto da uve Nero d’Avola mi spingo ancora più a sud, nella provincia di Ragusa. Qui il bel tempo si mantiene a lungo e di conseguenza permette un appassimento al sole, su graticci di canna, per circa quindici giorni.

Il risultato è un passito di un rosso rubino scuro, praticamente impenetrabile. In passato il calabrese, nome con cui questo vitigno è elencato nel registro nazionale delle varietà di vite, fu spesso utilizzato per dare colore ai vini toscani e piemontesi. Una volta scoperte le sue caratteristiche eccellenti ha poi contribuito maggiormente alla rinascita della viticoltura sicula.

Una parte di questa storia l’ha scritta Arianna Occhipinti che da anni porta avanti la sua idea di “enologia di valorizzazione” che punta sulla qualità innata dei vitigni autoctoni a differenza di quella “conferita” dai maghi di cantina. Arianna si fida dei vitigni della sua terra. Non c’è niente da correggere, solo da portare alla luce, al naso e al palato.

Il Passo Nero è il fratello del Siccagno, il suo nero d’Avola secco. Affinato per sedici mesi in tonneau usate mantiene i profumi tipici del Nero d’Avola, in primis confettura di frutta rossa matura, in particolare amarena, ma anche liquirizia, caffè, note pepate e smalto. In bocca si riscontra una moderata dolcezza affiancata da buona acidità che insieme gli donano eleganza.

Abbinamento: cioccolato fondente

Come abbinamento stagionale, nettamente antimalinconico, potreste provare qualche preparazione non troppo dolce a base di cioccolato fondente. Non è un pairing banale, specialmente per chiudere una cena.

Per la merenda pomeridiana preparate invece dei crostini caldi con Blue Stilton e versate il Passo Nero in un calice non troppo piccolo. Vi toglierà ogni traccia di melatonina dal sangue e il vostro umore si alzerà al cielo come uno sciame di rondini a primavera.

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Riguardo Alla Busa Staff

Alla Busa Staff
L’Osteria Trattoria alla Busa apre agli inizi degli anni trenta, quando Tullio Bernardinello, nonno materno dell’attuale gestore, adibisce ad osteria una casa ai margini del Borgo di San Martino di Venezze. La cucina è quella semplice e tradizionale, basata principalmente sui piatti tipici delle osterie del tempo. I piatti sono accompagnati con vino sfuso in bottiglioni che nonno Tullio va personalmente a scegliere presso i contadini dei Colli Euganei, servendosi per il trasporto di carrettieri che non di rado rappresentano la clientela abituale delle osterie di paese.

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